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Focus RÄ DI MARTINO: proiezione di cortometraggi e Q&A con l’artista

03. Ra Controfigura

Focus RÄ DI MARTINO: proiezione di cortometraggi e Q&A con l’artista, nell’ambito della programmazione speciale dell’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, in occasione della Festa del Cinema Italiano, in collaborazione con Da Luz Collective.

Venerdì, 31 marzo, ore 21.00
Sala Multiusos (Sala 2), Cinema São Jorge, Av. da Liberdade, 175 – Lisboa

Curatela: Da Luz Collective

Da Luz Collective è un colletivo internazionale di curatori operante a Lisbona, interessato alla riflessione, alla critica della visione e del visivo nella produzione artistica contemporanea. Il gruppo è composto da Filippo De Tomasi, Kasia Sobczak – Wróblewska, Mattia Tosti e Orsola Vannocci Bonsi.

Cortometraggi, durata totale: 65’

La camera (2006) – 12’

Due attori, dislocati su una collina e incorniciati da una finta prospettiva di legno di una camera disegnata, ri-recitano in playback le voci di persone intervistate che sentono nelle cuffie. Alle persone intervistate sono state chieste delle memorie televisive e alle interviste si alternano stralci dei telegiornali degli anni ’50 e ’60 in cui si parla dell’avvento della televisione come normale accessorio domestico.

Cancan! (2004) – 3’26’’

Un uomo in cucina si traveste da anziana signora e balla in modo travolgente e sfrenato il can can di Jacques Offenbach. Vi è quindi un doppio travestimento, perché sotto gli abiti da anziana signora appaiono le vesti tipiche delle scatenate ballerine francesi.

The picture of ourselves (2013) – 3’

La memoria è un elemento fondamentale nella ricerca di Rä di Martino: nel video “The Picture of Ourselves” l’artista ci proietta nella spensieratezza dell’infanzia che diventa un monito per la vita adulta.Un primo piano di una bambina dal volto angelico si trasforma in un’inquadratura allargata in cui si scopre un uomo che la tiene per i polpacci, rendendole possibile dondolarsi a testa in giù. La posizione di ribaltamento, che non è altro che un cambio di prospettiva, suggerisce la finzione di essere qualcun’altro, come avviene nell’infanzia, nel cinema o nella narrativa, ma si ritrova anche nella dodicesima carta degli arcani maggiori dei tarocchi, quella dell’appeso.

Red shoes (2007) – 4’45’’

Girato in 16mm, è un’unica panoramica di un paesaggio da favola: sotto una cascata in una foresta notturna due ragazzi si baciano. Sono entrambi giovanissimi, in quel momento della vita in cui si è ancora bambini ma già teenager.

Copies récentes de paysages anciens / Petite histoire des plateaux abandonnés (2012) – 8’24’’

Il Marocco č da sempre stato considerato una location cinematografica ideale. Nel suo deserto sono stati ricreati i piů disparati contesti ambientali e culturali: drammi storici come “Lawrence d’Arabia”, film horror come “Le colline hanno gli occhi”, fino al pluripremiato “Kundun”. Cosa č rimasto di queste grandi produzioni? Che ereditŕ hanno lasciato sul terriotorio? “Petite Histoire des Plateaux abandonnée” č un viaggio attraverso questi set cinematografici abbandonati, che mostra il loro decadimento biologico. Quelle che sembrano “antiche rovine” sono in realtŕ scenografie semi distrutte dove gli abitanti del deserto recitano i dialoghi di quei film.

Poor Jerry (2017) – 7’

Uno stanco e vecchio Jerry, della serie animata Tom e Jerry di Hannah e Barbera, cammina attraverso un paesaggio deserto battuto dal vento. Jerry, qui animato in digitale, recita una lunga serie di frasi sul tema dell’amore estrapolate da celebri film di diverse epoche. Di Martino costruisce un viaggio surreale di un personaggio icona della cultura pop americana attraverso un immaginario sentimentale collettivo condiviso nell’era contemporanea per mezzo del cinema, della musica e della televisione.

Moonbird (2022) – 25’

Il film si presenta, secondo l’artista, come un’“opera lirica” che sfrutta per il comparto sonoro campionature di strumenti musicali antichi conservati nel Museo e Biblioteca internazionale della Musica di Bologna, rielaborate e arricchite da registrazioni ex-novo. Il protagonista del film è Amedeo, un botanico che vive nella prigione dorata di un palazzo settecentesco i cui interni sono affollati di arredi sontuosi e ricoperti di affreschi di uccelli esotici; controparte artificiale, per quanto sublime, degli uccelli che volano nel cielo, rappresentanti il mondo ignoto oltre i confini della proprietà.

  • Organizzato da: Istituto Italiano di Cultura di Lisbona
  • In collaborazione con: Da Luz Collective Lisbona, Festa del Cinema Italiano