Visita guidata all’installazione “The Garden of Earthly Delights” con l’artista Giovanni Blandino (IT) e la curatrice Dela Christin Miessen (EN)
Cerimonia di lettura con rituale di apertura Camminare nel fango senza lasciare tracce di Gabriele Longega e dibattito
| Domenica, 22 febbraio 2026, alle 11.00
Estufa Fria de Lisboa Numero massimo di partecipanti: 25 (IT) e 25 (EN) Prenotazione obbligatoria alla mail: iiclisbona.reservas@esteri.it |
L’evento riunisce letture di testi selezionati di Luciano Parinetto su diavolo, natura, alchimia e diversità, aprendo uno spazio condiviso di riflessione sul mondo che abitiamo e che ci circonda. La lettura si sviluppa come un momento di ascolto e scambio, in cui il linguaggio è inteso come pratica relazionale e performativa, in risonanza con l’attenzione della mostra per la vitalità, la trasformazione e la circolazione.
The Garden of Earthly Delights è un’installazione site-specific in tre parti di Giovanni Blandino, curata da Dela Christin Miessen.
Collocata tra scienza vernacolare e simbolismo ermetico, la mostra attinge a metodologie di ricerca dell’alchimia per attivare il giardino come sistema vivente. Lavorando con vetro e ceramica, Blandino si confronta con processi empirici in cui la conoscenza emerge attraverso la sperimentazione diretta dei materiali, proponendo il giardino come spazio di trasformazione continua.
Giovanni Blandino è un artista visivo la cui pratica nasce dalla post-produzione, dall’assemblaggio e dal ready-made. Questi media sono utilizzati come strumenti per esplorare la fragilità e la frammentazione identitaria che caratterizzano l’essere umano nella società tardo-capitalista. Questa ricerca lo ha condotto a una riflessione sulla possibilità di una nuova ritualità del vivente. Ha partecipato a diverse mostre collettive, tra cui The Book of the Hidden Pearl (2024), Saints of the Unknown (2023) e Mal d’Uve Festival (2022). Attualmente frequenta il master in Art and Science of Glass and Ceramics (NOVA/FBAUL, Lisbona).
Gabriele Longega (Venezia, 1986) è un artista visivo e curatore che vive e lavora a Venezia, dove co-gestisce lo studio auto-organizzato zolforosso e co-cura terzospazio. Dopo la laurea in Arti Visive e Studi Curatoriali presso NABA (Milano, 2018), nel 2020 ha preso parte a School of the Damned (Regno Unito). Nel 2023 ha conseguito il Master in Management delle comunicazioni e delle politiche culturali presso IUAV Venezia. Da novembre 2022 cura il progetto Camminare nel fango senza lasciare tracce, una ricerca e pratica di lettura collettiva su diavolo, corpo e rivoluzione a partire dai testi di Luciano Parinetto.
Recentemente il suo lavoro è stato esposto, o intercettato, da: Spazio Punch (Venezia), Traffic Gallery (Bergamo), Palazzo Lucarini / D3cam3ron3 (Trevi–Roma), Adiacenze (Bologna), In-edita (Venezia), Campo23 (Torino), Porto Simpatica (Roma), Uva Programme (Nizza Monferrato), Solo Show (online), aarduork (Venezia) e Project Arts Center (Dublino). Il lavoro di Longega si inserisce nel dibattito contemporaneo che interroga desiderio, ecologia, stregoneria e la costruzione di mondi altri.