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#IICSEMPRECONTIGO #69 | IL TEATRO DI PIPPO DELBONO #03

Data:

22/06/2020


#IICSEMPRECONTIGO #69 | IL TEATRO DI PIPPO DELBONO #03

IL TEATRO DI PIPPO DELBONO SOTTOTITOLATO IN PORTOGHESE #03

L'Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, grazie alla collaborazione con l'ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione, ha il piacere di presentare in streaming 4 spettacoli di Pippo Delbono, in versione integrale in italiano con i sottotitoli in lingua portoghese: Questo Buio Feroce (2006), Dopo la battaglia (2011), Orchidee (2013), Vangelo (2016).

Si tratta di spettacoli che raccontano, attraverso un arco di dieci anni circa, il teatro di Pippo Delbono: una commistione poetica di immagini, scrittura originale, musica e danza. Questi lavori hanno avuto un percorso di lunghe tournée in tutto il mondo con teatri pieni e oggi, in via straordinaria, sarà possibile vederli in versione integrale dalle proprie case dal 6 al 30 giugno, sottotitolati in varie lingue tra cui il portoghese.

#03 Il terzo spettacolo "Orchidee" (2013) è visibile al link https://vimeo.com/408064853 e si potrà scegliere la lingua portoghese cliccando sull'icona cc (closed captions) sita alla destra della barra del volume.

Orchidee uno spettacolo di Pippo Delbono
con Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Julia Morawietz, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Grazia Spinella
immagini e film Pippo Delbono
luci Robert John Resteghini
musiche di Enzo Avitabile e Deep Purple, Miles Davis, Philip Glass, Victor Démé, Joan Baez, Nino Rota, Angélique Ionatos, Wim Mertens, Pietro Mascagni
direzione tecnica Fabio Sajiz - suono Giulio Antognini - luci e video Orlando Bolognesi - elaborazione costumi Elena Giampaoli
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma, Nuova Scena-Arena del Sole-Teatro Stabile di Bologna, Théâtre du Rond Point-Parigi, Maison de la Culture d’Amiens-Centre de Création et de Production
debutto: 31 maggio 2013 Teatro Comunale Luciano Pavarotti - Modena

«Ancora posso scrivere d'amore» scriveva il poeta Dario Bellezza, grande amico di Pier Paolo Pasolini morto ucciso dall'aids. L'orchidea è il fiore più bello ma anche il più malvagio, mi diceva una mia amica, perché non riconosci quello che è vero da quello che è finto. Come questo nostro tempo. In Orchidee c'è, come in tutti i miei spettacoli, il tentativo di fermare un tempo che sto attraversando. Un tempo mio, della mia compagnia, delle persone che lavorano ormai da molti anni con me, ma anche un tempo che stiamo attraversando e vivendo oggi tutti noi. Italiani, europei, occidentali, cittadini del mondo. Un tempo confuso dove mi sento, ci sentiamo, in tanti, credo, sperduti... Con la sensazione di aver perduto qualcosa. Per sempre. Forse la fede politica, rivoluzionaria, umana, spirituale. Orchidee nasce anche da un grande vuoto che mi ha lasciato mia madre quando è partita per sempre. Mia madre che dopo i conflitti, le separazioni, avevo rincontrato per ridiventare amici. Io, un po’ più grande un po’ più saggio, lei vecchia ritornata un po’ più bambina. E così il vuoto. Il sentirsi non più figlio di nessuno. Il vuoto dell'amore. Ma Orchidee nasce anche da tanti vuoti, da tanti abbandoni. Il vuoto che viviamo nella cultura, nell'essere artisti perduti. Il teatro che spesso sento un luogo diventato troppo polveroso, finto, morto. La menzogna accettata, della rappresentazione teatrale. Ma Orchidee parla anche del bisogno vitale di riempire quel vuoto. Parla del bisogno di ricercare ancora, altre madri, altri padri, altra vita, altre storie. E poi stranamente le parole "importanti" del teatro che volevo abbandonare mi sono ritornate addosso e hanno ritrovato un loro senso nuovo, incastrate con la mia vita. E anche la mia vita forse è diventata con quelle parole, la vita di tanti altri. Credo che Orchidee rappresenta per me quel bisogno vitale, incontenibile, di continuare ancora nonostante. (Pippo Delbono)

Pippo Delbono è tra gli artisti più apprezzati e rappresentati in Italia e all'estero. La compagnia omonima nasce nei primi anni Ottanta ed è tuttora attiva con un nucleo stabile di attori che si avvale, volta per volta, di diverse collaborazioni. Un tratto distintivo delle sue opere è la partecipazione di persone provenienti da situazioni sociali di emarginazione, diventati membri stabili del gruppo di lavoro dando vita a un’esperienza scenica unica.
Il suo ultimo spettacolo è La gioia; per la prossima stagione è previsto il debutto di una nuova creazione, prodotta sempre da Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Tra gli spettacoli teatrali ricordiamo: Barboni (1997) che ottiene il Premio Speciale UBU “per una ricerca condotta tra arte e vita”, Il tempo degli assassini, La rabbia, Guerra, Esodo, Gente di plastica, Urlo, Il silenzio, Racconti di giugno, Questo buio feroce, La menzogna, Dopo la battaglia, Orchidee, Vangelo e La Gioia.
Nel 2003 Delbono realizza il film Guerra (Mostra del Cinema di Venezia e Miglior film David di Donatello 2004); a seguire: Grido (2006), La paura (Festival di Locarno 2009), Amore carne (68° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2011), Blue Sofa, Sangue (66° Festival di Locarno), La Visite-Versaille (2016) e Vangelo (2017). Nella lirica ha firmato le regie: Studio per Obra Maestra (Lirico Sperimentale di Spoleto 2007), Don Giovanni di Mozart (Teatr Wielki di Poznan, Polonia 2014), Cavalleria rusticana e Madama Butterfly (San Carlo di Napoli 2012 e 2014), Passione secondo Giovanni (Massimo di Palermo 2017) e I pagliacci (Teatro di Roma 2018).

Realizza con grandi musicisti concerti quali: Amore e carne con Alexander Balanescu, Il sangue sull’Edipo di Sofocle con Petra Magoni, Bestemmia d’amore con Enzo Avitabile e La notte.
In Italia ha pubblicato Barboni – Il teatro di Pippo Delbono (Ubulibri, 1999), Racconti di giugno (Garzanti, 2008), Corpi senza menzogna (Barbès, 2009) e Dopo la battaglia - scritti poetico-politici (Barbès, 2011), Sangue. Dialogo tra un artista buddista e un ex terrorista tornato in libertà (Clichy, 2014) e L’uomo caduto sulla terra (Clichy, 2016), e diversi libri sono stati pubblicati sul suo teatro e cinema. Inoltre ha ottenuto il Premio della Critica per Guerra, i Premi Olimpici per Gente di plastica e Urlo e a Wroclaw, Polonia (2009), il Premio Europa.

Al progetto realizzato da ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione hanno collaborato: Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro, Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, Istituto Italiano di Cultura di Santiago e Istituto Italiano di Cultura di Varsavia.

FOTO @Francesco Pullè

Informazioni

Data: Da Lun 22 Giu 2020 a Dom 28 Giu 2020

Organizzato da : Istituto Italiano di Cultura, Fondazione Emilia Romagna Teatro

In collaborazione con : Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro

Ingresso : Libero


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