﻿{"id":252,"date":"2023-10-25T16:28:37","date_gmt":"2023-10-25T15:28:37","guid":{"rendered":"https:\/\/iiclisbona.esteri.it\/?page_id=252"},"modified":"2024-04-16T14:45:17","modified_gmt":"2024-04-16T13:45:17","slug":"novecento","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/iiclisbona.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/storia-delle-relazioni-italia-portogallo\/novecento\/","title":{"rendered":"Novecento"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>La rivoluzione nel linguaggio artistico segue di pari passo l\u2019evoluzione dei supporti espressivi, interessando campi tradizionali, come l\u2019architettura e il teatro, e nuovi, come il cinema.<\/p>\n<p>In architettura il dialogo prosegue anche quando le sue forme e volumi si semplificano e irrigidiscono, come risulta evidente da un semplice confronto tra la sede dell\u2019Universit\u00e0 di Coimbra e quella della Sapienza di Roma: gli architetti portoghesi seguono infatti da vicino sia la scuola razionalista di <strong>Terragni, Libera, Moretti e Gi\u00f2 Ponti<\/strong>, sia quella monumentale rappresentata da <strong>Giovanni Muzio, Marcello Piacentini.<\/strong><\/p>\n<p>Anche il teatro \u00e8 fertile terreno per il dialogo: il rapporto tra sogno e realt\u00e0, individualit\u00e0 e pluralit\u00e0, verit\u00e0 e menzogna, nonch\u00e9 la molteplicit\u00e0 delle identit\u00e0, temi cari al centro della produzione di Pessoa, rendono immediato il successo di <strong>Pirandello<\/strong> in Portogallo e portano alla sua partecipazione come invitato d\u2019eccezione nel V &#8220;Congresso Internacional da Cr\u00edtica&#8221;, tenutosi a Lisbona nel 1931.<\/p>\n<p>Infine anche la settima arte inizia a costituire un nuovo terreno di dialogo; nella storia del cinema portoghese \u00e8 infatti rimasto il nome di <strong>Rino Lupo\u00a0<\/strong>che in Portogallo, eletto paese d\u2019adozione, fonda la Scuola di Arte Cinematografica di Lisbona e la Scuola di Cinema di Porto, presso la quale si former\u00e0 anche il grande regista <strong>Manoel de Oliveira<\/strong>.<\/p>\n<p>Questi esempi dimostrano lo zelo con cui la politica culturale fascista investiva nella propria proiezione in Portogallo, la cui ideologia e organizzazione corporativa dovevano molto al modello mussoliniano.<\/p>\n<p>Un altro esempio \u00e8 la costituzione del Fascio di Lisbona, della Casa d\u2019Italia e del Reale Istituto di Cultura Luso-Italiano, l\u2019attuale Istituto Italiano di Cultura; nonostante le finalit\u00e0 istitutive di divulgazione della cultura italiana in Portogallo, le direttive del regime erano quelle di organizzare sessioni di propaganda e reclutamento per il Partito Fascista. La strategia di lungo periodo era infatti quella di mantenere nella propria sfera d\u2019influenza il regime di Salazar, non tanto (o non solo) in funzione anti-britannica o anti-francese, quanto anti-tedesca.<\/p>\n<p>Finalit\u00e0 scolastiche e di docenza dell\u2019italiano ricopriva invece la \u201cCasa degli italiani\u201d, istituita nel 1927 e stabilitasi definitivamente nel 1936 nel palazzetto \u201cpombalino\u201d di Rua do Salitre, attuale sede dell\u2019Istituto Italiano di Cultura. Primo direttore fu<strong> Aldo Bizzarri<\/strong>, che per favorire l&#8217;avvicinamento ideologico tra i due regimi realizz\u00f2 una serie di conferenze sulla cultura, sul sistema giudiziario e sulle relazioni storiche, fondando a partire dal 1939 la rivista Estudos Italianos em Portugal. Questo spazio di riflessione, che nei decenni ha raccolto articoli di ambito storico, artistico, letterario, scientifico e giuridico di lusitanisti italiani e italianisti portoghesi, ha senz\u2019altro favorito una maggiore conoscenza delle reciproche culture, approfondita, dopo una sospensione di alcuni anni, con la Nuova Serie, inaugurata nel 2005 grazie al lavoro della prof.ssa Marnoto della Faculdade de Letras e all\u2019Istituto Italiano di Cultura. Anche il direttore <strong>Gino Saviotti<\/strong>, con la fondazione del \u201cTeatro-Est\u00fadio do Salitre\u201d e le esibizioni di gruppi di teatro sperimentale, lasci\u00f2 il segno in questa storia di secolari rapporti culturali.<\/p>\n<p>Questi non vennero ostacolati nemmeno dalla caduta del fascismo in Italia e dalla diversit\u00e0 di regimi politici; semmai, il dialogo si ampli\u00f2 e problematizz\u00f2 verso prospettive nuove. Mentre l\u2019Istituto Italiano di Cultura, grazie alla sua extraterritorialit\u00e0, divenne negli anni della dittatura di Salazar un punto d\u2019incontro per chi cercava una finestra aperta sulle forme di cultura invise alla dittatura, a partire dagli anni \u201860 l\u2019Italia ha cominciato ad accogliere rifugiati politici del regime, mentre movimenti antifascisti e anticoloniali organizzavano manifestazioni di appoggio alla resistenza portoghese. E quanto papa Paulo VI ricevette in Vaticano i rappresentanti dei principali movimenti di liberazione Agostinho Neto, Am\u00edlcar Cabral e Marcelino dos Santos, fu chiaro a tutti il destino del regime.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sezione precedente: <a href=\"https:\/\/iiclisbona.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/storia-delle-relazioni-italia-portogallo\/ottocento\/\">Ottocento<\/a><\/p>\n<p>Sezione successiva: <a href=\"https:\/\/iiclisbona.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/storia-delle-relazioni-italia-portogallo\/dal-25-aprile\/\">Dal 25 Aprile<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La rivoluzione nel linguaggio artistico segue di pari passo l\u2019evoluzione dei supporti espressivi, interessando campi tradizionali, come l\u2019architettura e il teatro, e nuovi, come il cinema. 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