﻿{"id":244,"date":"2023-10-25T16:20:26","date_gmt":"2023-10-25T15:20:26","guid":{"rendered":"https:\/\/iiclisbona.esteri.it\/?page_id=244"},"modified":"2024-04-16T14:23:06","modified_gmt":"2024-04-16T13:23:06","slug":"basso-medioevo-la-varieta-dei-rapporti-culturali","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/iiclisbona.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/storia-delle-relazioni-italia-portogallo\/basso-medioevo-la-varieta-dei-rapporti-culturali\/","title":{"rendered":"Basso Medioevo: la variet\u00e0 dei rapporti culturali"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>Sulla forza ed intensit\u00e0 dei rapporti tra Italia e Portogallo hanno contribuito, tra gli altri, gli anonimi ingegneri pisani che, tra i crociati diretti alla Terra Santa, parteciparono all\u2019assedio e alla conquista di Lisbona del 1147, lasciando una forte impressione sui contemporanei per le raffinate tecniche di strategia militare. O gli anonimi navigatori genovesi che, con l\u2019autorevolezza dei loro navigli anche al di l\u00e0 delle colonne d\u2019Ercole, gi\u00e0 nel 1190 permisero l\u2019utilizzo del loro &#8220;logo&#8221; al Regno d\u2019Inghilterra, in modo da ottenere accesso e protezione nel Mediterraneo a fronte di un pagamento annuale al Doge di Genova. Per questo nelle raffigurazioni medievali e romantiche delle nozze tra Jo\u00e3o I e Filipa oltre ai leoni dorati di Lancaster compare il vessillo di San Giorgio (croce rossa su fondo bianco): \u00e8 per concessione dei Genovesi, destinati a carriere di successo nei secoli a seguire.<\/p>\n<p>Molti furono gli illustri portoghesi, rappresentanti di varie professioni, attratti dall\u2019Italia. Per esempio il giurista <strong>Jo\u00e3o das Regras<\/strong> non avrebbe potuto sostenere le pretese al trono per il citato Jo\u00e3o I se non fosse stato per la formazione ricevuta nel pi\u00f9 prestigioso ateneo dell\u2019epoca, l\u2019Universit\u00e0 di Bologna, dove nel Collegio di S. Clemente il cardinale Albornoz aveva garantito uno spazio per l\u2019alloggio e sostegno specificatamente per gli studenti di nazionalit\u00e0 portoghese.<\/p>\n<p>Non solo giuristi, ma anche religiosi portoghesi legarono il loro nome a quello dell\u2019Italia. Come quello di Pedro Juli\u00e3o Rebolo, figlio di quel\u00a0Juli\u00e3o Paes Rebolo cancelliere dei primi tre sovrani portoghesi, sepolto nella S\u00e9 Vecchia di Coimbra. Forse Pedro\u00a0Juli\u00e3o \u00e8 pi\u00f9 noto con il suo altro nome, papa <strong>Giovanni XXI<\/strong>, uno dei tanti papi citati nella Divina Commedia, ma l\u2019unico per cui Dante esprime aperte parole di stima.<\/p>\n<p>Sempre a Coimbra, un giovane Fernando Martins de Bulh\u00f5es stava ricevendo la vocazione che l\u2019avrebbe condotto in Italia, per divenire il Santo pi\u00f9 venerato al mondo: <strong>Antonio da Padova<\/strong> (o da Lisbona). A Coimbra nel convento dei Frati Minori di Santo Ant\u00e3o dos Olivais rest\u00f2 impressionato dal destino dei primi cinque francescani martirizzati in Marocco al punto tale da decidere di divenire missionario, salvo essere trasportato dalla corrente in Sicilia. La partecipazione portoghese, a Padova nel 1995, nelle celebrazioni per l\u2019ottavo centenario di Antonio dimostra il comune sentire tra i cattolici dei nostri due paesi.<\/p>\n<p>Fu per\u00f2 un diplomatico di inizio Quattrocento a fornire il primo resoconto dettagliato in lingua portoghese delle regioni italiane: un araldo che, in vista della partecipazione del sovrano portoghese al Concilio di Costanza del 1416, dedic\u00f2 parte sostanziale della sua opera <em>De ministerio armorum<\/em> alla descrizione delle citt\u00e0, popoli e monumenti della \u201cprov\u00edncia de Camp\u00e2nia e Mar\u00edtima\u201d, del \u201cDucado de Espoleto com a prov\u00edncia da Sab\u00ednia\u201d, di \u201cAbruzos, Patrim\u00f3nio, Toscana\u201d, del \u201cReino da Sic\u00edlia\u201d e infine del \u201cDucado da Sab\u00f3ia\u201d.<\/p>\n<p>Se i nomi degli artisti figurativi <strong>\u00c1lvaro Pires<\/strong> \u2013 al quale \u00e8 stata dedicata a Lisbona nel 2019 la pi\u00f9 grande mostra mai realizzata su questo pittore che tanto ha amato l\u2019Italia, le cui opere sono state esposte dal Museu Nacional de Arte Antiga in collaborazione con il nostro Istituto \u2013 e <strong>Francesco de Hollanda<\/strong>, che hanno contribuito nel periodo rinascimentale al dialogo tra le due culture, sono legati alle citt\u00e0 natali \u00c9vora e Lisbona, era conimbricense il poeta e drammaturgo <strong>S\u00e1 de Miranda.<\/strong> Considerato l\u2019introduttore del petrarchismo in Portogallo ed iniziatore del Rinascimento letterario portoghese, questi conobbe le innovazioni dell\u2019umanesimo durante un lungo soggiorno in Italia nella prima met\u00e0 del 1500, nel quale entr\u00f2 in contatto con Ariosto e Sannazzaro, assimilando uno stile che gli consentir\u00e0 di arricchire la poesia lusitana con il sonetto, genere di cui Cam\u00f5es divenne straordinario interprete.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sezione precedente: <a href=\"https:\/\/iiclisbona.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/storia-delle-relazioni-italia-portogallo\/dal-periodo-romano-a-d-afonso-henriques\/\">Dal periodo Romano a D. Afonso-Henriques<\/a><\/p>\n<p>Sezione successiva: <a href=\"https:\/\/iiclisbona.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/storia-delle-relazioni-italia-portogallo\/tra-basso-medioevo-ed-eta-moderna-esploratori-mercanti-banchieri\/\">Tra Basso Medioevo ed Et\u00e0 Moderna. Esploratori, mercanti, banchieri<\/a><\/p>\n<\/div>\n<hr \/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sulla forza ed intensit\u00e0 dei rapporti tra Italia e Portogallo hanno contribuito, tra gli altri, gli anonimi ingegneri pisani che, tra i crociati diretti alla Terra Santa, parteciparono all\u2019assedio e alla conquista di Lisbona del 1147, lasciando una forte impressione sui contemporanei per le raffinate tecniche di strategia militare. 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