﻿{"id":231,"date":"2023-10-25T15:41:07","date_gmt":"2023-10-25T14:41:07","guid":{"rendered":"https:\/\/iiclisbona.esteri.it\/?page_id=231"},"modified":"2025-09-19T09:53:56","modified_gmt":"2025-09-19T08:53:56","slug":"la-storia-dellistituto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/iiclisbona.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/la-storia-dellistituto\/","title":{"rendered":"Storia dell&#8217;Istituto"},"content":{"rendered":"<p>La storia dell\u2019Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, nato nel 1936 nel palazzetto di Rua do Salitre di propriet\u00e0 della <em><strong>Casa d\u2019Italia<\/strong><\/em>, \u00e8 strettamente legata alla condizione politica di quel periodo.<br \/>\nLa funzione primaria dell\u2019Istituto era infatti quella di seguire le direttive della cosiddetta <strong><em>Accademia Reale<\/em><\/strong>, organo di cultura del governo fascista alla quale appartenevano molti degli intellettuali e scrittori dell\u2019epoca come L. Pirandello, G. D\u2019Annunzio, F. T. Marinetti.<br \/>\nIl primo corso di Lingua e Letteratura Italiana realizzato presso l\u2019Istituto fu diretto dal Prof. Giuseppe Valentini, professore della Facolt\u00e0 di Lettere di Lisbona. Per l\u2019inaugurazione della nuova sede, Alessandro Pavolini (futuro ministro della cultura popolare nel 1939) present\u00f2 due conferenze: una sull\u2019organizzazione corporativa italiana e l\u2019altra sull\u2019arte fascista.<\/p>\n<p>In questo anno chiave dello <em><strong>Estado Novo Portugu\u00eas<\/strong><\/em>, l\u2019Istituto di Cultura Italiana collabor\u00f2 per l\u2019avvicinamento ideologico tra i due regimi attraverso tutta una serie di incontri e di conferenze sulla cultura, il sistema giudiziario e le relazioni storiche tra l\u2019Italia e il Portogallo, organizzate dall\u2019allora Direttore <strong><em>Aldo Bizzarri<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Nel 1941, Bizzarri venne sostituito da Gino Saviotti, fondatore del <em><strong>Teatro-Est\u00fadio do Salitre<\/strong><\/em>, compagnia precorritrice dei gruppi di teatro sperimentale in Portogallo fino al 1950. Nel piccolo teatro, ancora oggi esistente al secondo piano dell\u2019edificio, furono rappresentate, con la regia dello stesso Saviotti e di Vasco de Mendo\u00e7a Alves, numerose pieces teatrali \u201cessenzialiste\u201d di vari autori portoghesi ed italiani come Gil Vicente, Carlo Gozzi, Vittorio Alfieri, Carlos Montanha, Jos\u00e9 de Almada Negreiros, Luiz Francisco Rebello.<\/p>\n<p>Saviotti, uomo di teatro, ebbe il difficile compito di gestire l\u2019Istituto di un paese in guerra nel contesto della dichiarata neutralit\u00e0 portoghese.<\/p>\n<p>La delegazione italiana all\u2019<em><strong>Esposizione del Mondo Portoghese<\/strong><\/em> (Giugno 1940) fu l\u2019ultima rappresentanza ufficiale del regime fascista in Portogallo.<\/p>\n<p>Caduto il fascismo in Italia, il regime portoghese entr\u00f2 sempre di pi\u00f9 in una politica isolazionista e l\u2019Istituto Italiano di Cultura fu, durante gli anni fino alla \u201cRivoluzione dei garofani\u201d del <em><strong>25 aprile 1974<\/strong><\/em>, un punto di incontro, grazie alla propria extraterritorialit\u00e0, per coloro che cercavano una finestra aperta sul mondo del cinema, della letteratura e in generale su quanto era malvisto dal regime.<\/p>\n<p>Del clima di quegli anni, e della situazione di oppressione politica che si viveva, abbiamo un\u2019eccellente descrizione in <em><strong>Sostiene Pereira<\/strong><\/em> di Antonio Tabucchi, direttore dell\u2019IIC Lisbona negli anni 1987-1988.<\/p>\n<p>La rivista dell\u2019Istituto Italiano, <strong><em>Estudos Italianos em Portugal<\/em><\/strong>, fondata nel 1939, \u00e8 stata un efficiente punto d\u2019incontro della cultura italiana con quella portoghese. Studios\u04d9 di entrambi i paesi vi hanno collaborato presentandovi i loro studi originali su problemi che direttamente riguardano, sia nel campo delle lettere e della storia, sia in quello del diritto e della scienza, la cultura dei due paesi latini.<\/p>\n<p>Vi hanno collaborato, tra gli altri: Paolo Emilio Taviani, Claudio Magris, Antonio Tabucchi, Vasco Gra\u00e7a Moura, Piero Ceccucci, Giulia Lanciani, Anibal Pinto de Castro, Giuseppe Tavani, Mario Rigoni Stern, Gino Saviotti, Riccardo Averini, Laura Cesana, Luciana Stegagno Picchio, Giacinto Manupella, Luiz Francisco Rebello, Carlo Castellaneta, Jos\u00e9 da Costa Miranda, Ettore Finazzi Agr\u00f2, Francesco Alberoni, Almeida Faria.<\/p>\n<p>Dal 2005 la Rivista ha ripreso\u00a0le sue pubblicazioni con una nuova serie.<\/p>\n<p>I Direttori e le Direttrici che si sono alternati presso l\u2019IIC Lisbona sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Guido Vitaletti (1927 &#8211; 1933; Reale Istituto Luso-Italiano)<\/li>\n<li>Giuseppe Valentini (1933 \u2013 1936)<\/li>\n<li>Aldo Bizzarri (1936 \u2013 1941) con Luigi Federzoni come Presidente dal 1940 al 1943<\/li>\n<li>Gino Saviotti (1941 \u2013 1950)<\/li>\n<li>Fernando Capecchi (1950 \u2013 1956)<\/li>\n<li>Ugo Gallo (1956 \u2013 1957)<\/li>\n<li>Guido Burgada (1958 \u2013 1968)<\/li>\n<li>Riccardo Averini (1969 \u2013 1979)<\/li>\n<li>Paolo Angeleri (1980 \u2013 1984)<\/li>\n<li>Giulia Parola (reggente)<\/li>\n<li>Antonio Tabucchi (1987 \u2013 1988)<\/li>\n<li>Angelo Manenti (1988 \u2013 1990)<\/li>\n<li>Amalia Furletti (1991 \u2013 1995)<\/li>\n<li>Massimo Gilardi (Reggente 1995-1998)<\/li>\n<li>Giuseppe Manica (1998 \u2013 2001)<\/li>\n<li>Giovanni Biagioni (2001 \u2013 2006)<\/li>\n<li>Giovanna Schepisi (2006 &#8211; 2009)<\/li>\n<li>Lidia Ramogida (2009 &#8211; 2014)<\/li>\n<li>Luisa Violo (2015 &#8211; 2021)<\/li>\n<li>Stefano Scaramuzzino (2021 &#8211; )<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La storia dell\u2019Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, nato nel 1936 nel palazzetto di Rua do Salitre di propriet\u00e0 della Casa d\u2019Italia, \u00e8 strettamente legata alla condizione politica di quel periodo. 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