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#IICSEMPRECONTIGO #58 | IL TEATRO DI PIPPO DELBONO #01

Data:

06/06/2020


#IICSEMPRECONTIGO #58 | IL TEATRO DI PIPPO DELBONO #01

IL TEATRO DI PIPPO DELBONO SOTTOTITOLATO IN PORTOGHESE #01

L'Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, grazie alla collaborazione con l'ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione, ha il piacere di presentare in streaming 4 spettacoli di Pippo Delbono, in versione integrale in italiano con i sottotitoli in lingua portoghese: Questo Buio Feroce (2006), Dopo la battaglia (2011), Orchidee (2013), Vangelo (2016).

Si tratta di spettacoli che raccontano, attraverso un arco di dieci anni circa, il teatro di Pippo Delbono: una commistione poetica di immagini, scrittura originale, musica e danza. Questi lavori hanno avuto un percorso di lunghe tournée in tutto il mondo con teatri pieni e oggi, in via straordinaria, sarà possibile vederli in versione integrale dalle proprie case dal 6 al 30 giugno, sottotitolati in varie lingue tra cui il portoghese.

#01 Il primo spettacolo "Questo Buio Feroce" (2006) è visibile al link https://vimeo.com/407985900 e si potrà scegliere la lingua portoghese cliccando sull'icona cc (closed captions) sita alla destra della barra del volume. 

Questo Buio Feroce uno spettacolo di Pippo Delbono
Con Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Raffaella Banchelli, Bobò, Pippo Delbono, Lucia Della Ferrera, Ilaria Distante, Gustavo Giacosa, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Julia Morawietz, Gianni Parenti, Pepe Robledo
scene Claude Santerre
luci Robert John Resteghini
direttore tecnico Fabio Sajiz - responsabile suono e fonico Angelo Colonna - luci Orlando Bolognesi - sarta Elena Giampaoli
scene e costumi realizzati nei laboratori del Théâtre de la Place di Liege
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma, Festival delle Colline Torinesi, Théatre de la Place di Liege, Théatre du Rond Point- Paris, TNT Théatre National de Toulouse Midi – Pyrénées, Maison de la Culture d’Amiens, Le Merlan Scène Nationale de Marseille, Le Fanal Scène Nationale de Saint Nazaire
Debutto: 3 ottobre 2006 Teatro Argentina – Roma 

Una stanza bianca. Vuota. Una scatola senza finestre. Tagli di luce dall’alto. Un battito di un cuore che pulsa forte, sempre più forte. E poi scompare.
Esseri umani sconosciuti tra di loro. Alieni. Di un tempo futuro e di un tempo passato. Eleganti. Dai vestiti antichi e alla moda.
Il viso bianco.Riproducono giochi. Di adulti. Sadici. Violenti. Crudi.
Salò, il film sacro di Pasolini sulla bestialità dell’essere umano. Questo buio feroce. Esseri umani. Persi. Isolati tra loro. Si cercano. Si trovano. Si perdono. Di nuovo.
«Ognuno traccia intorno a sé un cerchio magico e lascia fuori tutto quello che non si adatta ai suoi giochi segreti».
Esseri Umani. Che gridano. Che piangono.
Come bambini. Incoscienti. Perduti.Un gioco che si allarga verso quelli che li guardano nella platea. Lo spazio che li divide da loro scompare. Il cerchio magico si allarga. E poi si richiude di nuovo. Come una pietra gettata in un lago. Che crea altri cerchi. Cerchi che si moltiplicano, si accavallano, ritornano, scompaiono. Come le note di una musica che si ripetono uguali e diverse. Un polmone vivo sotto l’acqua apparentemente ferma. Che pulsa. La pietra sopra il cuore. Il battito del cuore sotto la pietra. Una breccia feroce di luce come i tagli di luce nei drammatici visi del Caravaggio. Voglio gente per rincorrere con me la luce. È un’esplosione. Un concerto rock. Una catarsi. Una rivolta. Rompere i muri con un grido che squarcia la tela come nei quadri di Frida Kahlo la pittrice messicana che dipingeva la sua carne ferita.
O i corpi grassi dei torturati nei dipinti del colombiano Botero. Dilaniati.
Da un paese in guerra da anni, da molti anni. Da sempre. E i fiori che spuntano ancora da quella carne. Morta. «Per un minuto di vita, per un minuto vedere nel cervello piccoli fiori». I fiori rossi sempre più fiori da sempre più ferite. Luce sempre più luce nonostante il buio. «Vedere piccoli fiori che danzano come parole sulla bocca di un muto». Ancora, ancora voglio scrivere d’amore. (PippoDelbono)

Pippo Delbono è tra gli artisti più apprezzati e rappresentati in Italia e all'estero. La compagnia omonima nasce nei primi anni Ottanta ed è tuttora attiva con un nucleo stabile di attori che si avvale, volta per volta, di diverse collaborazioni. Un tratto distintivo delle sue opere è la partecipazione di persone provenienti da situazioni sociali di emarginazione, diventati membri stabili del gruppo di lavoro dando vita a un’esperienza scenica unica.
Il suo ultimo spettacolo è La gioia; per la prossima stagione è previsto il debutto di una nuova creazione, prodotta sempre da Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Tra gli spettacoli teatrali ricordiamo: Barboni (1997) che ottiene il Premio Speciale UBU “per una ricerca condotta tra arte e vita”, Il tempo degli assassini, La rabbia, Guerra, Esodo, Gente di plastica, Urlo, Il silenzio, Racconti di giugno, Questo buio feroce, La menzogna, Dopo la battaglia, Orchidee, Vangelo e La Gioia.
Nel 2003 Delbono realizza il film Guerra (Mostra del Cinema di Venezia e Miglior film David di Donatello 2004); a seguire: Grido (2006), La paura (Festival di Locarno 2009), Amore carne (68° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2011), Blue Sofa, Sangue (66° Festival di Locarno), La Visite-Versaille (2016) e Vangelo(2017). Nella lirica ha firmato le regie: Studio per Obra Maestra (Lirico Sperimentale di Spoleto 2007), Don Giovanni di Mozart (Teatr Wielki di Poznan, Polonia 2014), Cavalleria rusticana e Madama Butterfly (San Carlo di Napoli 2012 e 2014), Passione secondo Giovanni (Massimo di Palermo 2017) e I pagliacci (Teatro di Roma 2018).

Realizza con grandi musicisti concerti quali: Amore e carne con Alexander Balanescu, Il sangue sull’Edipo di Sofocle con Petra Magoni, Bestemmia d’amore con Enzo Avitabile e La notte.
In Italia ha pubblicato Barboni – Il teatro di Pippo Delbono (Ubulibri, 1999), Racconti di giugno (Garzanti, 2008), Corpi senza menzogna (Barbès, 2009) e Dopo la battaglia - scritti poetico-politici (Barbès, 2011), Sangue. Dialogo tra un artista buddista e un ex terrorista tornato in libertà (Clichy, 2014) e L’uomo caduto sulla terra (Clichy, 2016), e diversi libri sono stati pubblicati sul suo teatro e cinema. Inoltre ha ottenuto il Premio della Critica per Guerra, i Premi Olimpici per Gente di plastica e Urlo e a Wroclaw, Polonia (2009), il Premio Europa.

Al progetto realizzato da ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione hanno collaborato: Istituto Italiano di Cultura di Lisbona,  Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro, Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, Istituto Italiano di Cultura di Santiago e Istituto Italiano di Cultura di Varsavia.

FOTO @Gianluigi di Napoli

Informazioni

Data: Da Sab 6 Giu 2020 a Dom 14 Giu 2020

Organizzato da : Istituto Italiano di Cultura, Fondazione Emilia Romagna Teatro

In collaborazione con : Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro

Ingresso : Libero


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