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Conferenza "Luca Giordano in Spagna 1692-1702" a cura del Prof. Nicola Spinosa

Data:

15/01/2019


Conferenza

Conferenza "Luca Giordano in Spagna 1692-1702" a cura del Prof. Nicola Spinosa, in occasione dell’esposizione dell’opera “La resa dell’elettore di Sassonia a Carlo V” di Luca Giordano (Napoli, 18 ottobre 1634 – Napoli, 12 gennaio 1705), opera messa a dispozione dall'Ambasciata di Spagna in Portogallo ed esposta presso il Museo Nazionale di Arte Antica di Lisbona.

LUCA GIORDANO IN SPAGNA 1692 -1702
Dopo gli inizi giovanili in chiave naturalista e nel solco degli esempi napoletani del Caravaggio e di Jusepe de Ribera intorno al 1630, Luca Giordano, dopo frequenti viaggi di studio a Roma e a Venezia, ma anche per i rapporti intrattenuti con Mattia Preti a Napoli, a partire dal 1653 si apre alla sperimentazione, con esiti di straordinaria bellezza pittorica, a partire dalla grande eredità trasmessa dalla pittura solare e mediterranea di Tiziano a Venezia. Da quel momento, grazie anche a successive aperture verso Pietro di Cortona in pittura e di Giovan Lorenzo Bernini in architettura e scultura, Giordano si afferma quale maggiore esponente del barocco a Napoli e in Italia, con opere di coinvolgente bellezza visiva, libere da qualunque vincolo normativo e accademico, che illustrano soggetti sacri o profani, mitici o allegorici, sempre con immagini che fluttuano liberamente in spazi infiniti come in un sogno colorato, fantastico e interminabile. Per questa sue qualità ottiene prestigiosi incarichi a Roma e a Venezia, toccando punte di notevole successo soprattutto a Firenze (1680/82 e 1684/85: gli affreschi nella cupola della cappella Corsini nella chiesa del Carmine e nella volta della Galleria del Palazzo Medici Riccardi). Sulla base di questi successi e grazie a costanti rapporti di committenza e di collaborazione con i Viceré di Napoli, nel 1692 è chiamato in Spagna da Carlo II d’Asburgo per interventi di decorazione a fresco nel Real Monastero di San Lorenzo all’Escorial, cui seguiranno altri importanti lavori, sia a fresco che su tela, sia di soggetto sacro che profano, per l’Alcázar, il Casón del Retiro, la chiesa di Sant’Antonio dei Portoghese a Madrid e per la Cattedrale di Toledo.
Con questa fitta serie d’interventi, tutti di luminosa e calda bellezza pittorica, Luca Giordano assunse il ruolo di protagonista della scena artistica spagnola dopo la passata stagione di Velázquez, Zurbarán e Murillo, risultando esemplare, come lo era stato a Napoli e a Venezia, anche per le nuove generazioni di pittori locali, comprese quelle che si sarebbero formate, come nel caso di Francisco Goya, nella seconda metà del Settecento.

NICOLA SPINOSA, nato a Napoli nel 1943, è stato dal 1969 al 1983 ispettore e poi direttore storico dell’arte presso la Soprintendenza per il patrimonio storico-artistico e del polo museale di Napoli, di cui dal 1984 al 2009 è stato nominato dirigente.
Da Soprintendente ha curato dal 1985 al 2000, i nuovi allestimenti dei Musei di Capodimonte (dove è stata realizzata anche una nuova sezione per l’arte contemporanea), della Certosa di San Martino e della Villa Floridiana, destinando Castel Sant’Elmo a sede del nuovo Museo del Novecento a Napoli, della Biblioteca di Storia dell’Arte e di varie mostre temporanee d’arte moderna e contemporanea.
È stato docente di Storia delle arti applicate presso l’Università della Calabria e, successivamente, di Storia del Collezionismo presso l’Università ‘Suor Orsola Benincasa’ di Napoli.
Ha promosso o diretto il restauro, tra gli altri, dell’Arco di Alfonso d’Aragona a Castelnuovo, degli affreschi e dei ‘rami’ di Domenichino, Lanfranco, Ribera e Stanzione nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, dei due dipinti del Caravaggio con Madonna della Misericordia nella chiesa del Pio Monte e con Flagellazione della chiesa di San Domenico Maggiore esposta a Capodimonte.
Ha curato le varie mostre realizzate dalla Soprintendenza in Italia e all’estero dal 1979 al 2009, tra le quali, quelle sulle arti a Napoli nel Sei, nel Sette e nell’Ottocento, su vari pittori attivi a Napoli dal Sei al Novecento (Caravaggio, Ribera, Cavallino, Lanfranco, Gargiulo, Traversi, Gigante, Morelli, Gemito, Warhol, Beuys, Bourgeois), sul vedutismo napoletano dal Quattro all’Ottocento, sul barocco da Caravaggio a Vanvitelli.
Ha pubblicato, tra gli altri, saggi su: Spazio infinito e decorazione barocca, in ‘Storia dell’arte italiana’, Torino 1981; La pittura con scene di genere, in ‘Storia dell’arte italiana’, Torino 1982; Pittura napoletana del Seicento, in ‘Storia della Pittura in Italia’, Milano 1984; La pittura del Seicento nell’Italia meridionale, in ‘La pittura in Italia’, Milano 1988; Giovan Battista Spinelli, in ‘I pittori bergamaschi dal XII al XIX secolo’, Bergamo 1988; Pittura napoletana del Settecento. Dal Barocco al Rococò e Dal Rococò al Classicismo, Napoli 1986-1987 (seconda edizione: 1993); La pittura del Settecento nell’Italia meridionale, in ‘La pittura in Italia’, Milano 1989, Vedute napoletane del Settecento (con L. Di Mauro), Napoli 1989 (seconda edizione: 1993); Ribera. L’opera completa, Napoli 2003 e 2006, Madrid 2008; Pittura del Seicento a Napoli. Da Caravaggio a Stanzione, Napoli 2010; Pittura del Seicento a Napoli. Da Mattia Preti a Luca Giordano. Natura in posa, Napoli 2011; Grazia e tenerezza ‘in posa’. Bernardo Cavallino e il suo tempo. 1616-1617, Roma 2013; Francesco Solimena (1657-1747) e le arti a Napoli, Roma 2018. Ha in preparazione una pubblicazione sul Maestro dell’Annuncio ai pastori (1625-1650 circa) e sul ritratto napoletano in età barocca.
Nel 1998 e nel 2000 gli sono state conferite, per meriti culturali, la Commenda della Repubblica Italiana e l’onorificenza di Cavaliere della Lègion d’Honeur della Repubblica Francese.

Informazioni

Data: Mar 15 Gen 2019

Orario: Dalle 18:30 alle 19:30

Organizzato da : Istituto Italiano di Cultura

In collaborazione con : Museu Nacional de Arte Antiga

Ingresso : Libero


Luogo:

Museu Nacional de Arte Antiga, Rua das Janelas Verdes - Lisboa

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