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Ottocento

 

Ottocento

Architetti italiani avrebbero contribuito a ridisegnare il volto di Lisbona in seguito al terremoto, come Giovanni Antinori, Francesco Saverio Fabri e Luigi Chiari, fino ad arrivare a Fortunato Lodi, che come architetto della Casa Reale portoghese ebbe una capacità di impatto analoga a quella ottenuta secoli addietro da Filippo Terzi: sue sono la tomba di D. Maria I presso la basilica di Estrela e il Teatro D. Maria che incorona la piazza del Rossio, oltre che il palazzo che ospita il Museo Soares dos Reis a Porto.

L’architettura è solo uno degli ambiti in cui il XIX secolo ha visto intensi scambi culturali e politici: l’arrivo di Carlo Alberto a Porto nell’aprile del 1849, è accolto con manifestazioni di entusiasmo dalla popolazione di Porto, al grido di “Il Re di Porto”. In ogni caso, come Mazzini in Inghilterra, anche la figura romantica e “saudosa” di Carlo Alberto, destò una spontanea solidarietà umana e politica con la causa dell’unità politica e del costituzionalismo italiano, con la voce prorompente del coro degli schiavi del Nabucco di Verdi, andato in scena nello stesso 1849 al teatro di São João di Porto.

Da un lato i combattenti italiani si univano all’esercito portoghese, in particolare alla fazione liberale, portando con sé ideali di libertà accolti con fervore. Dall’altro, ci furono esempi di portoghesi che si arruolarono per combattere in Italia per la causa dell’Unificazione, o a difesa dello Stato Pontificio. Questa sintonia di riflesse in letteratura, dove il movimento risorgimentale gettò nuova luce su autori del passato generando particolare interesse anche in Portogallo, in particolare per Dante, Macchiavelli, Tasso, nonché per il contemporaneo Manzoni.

Con la fine del secolo e l’Unità nazionale italiana finalmente conseguita, i nostri due paesi parlano linguaggi comuni in letteratura, arte e architettura: per questo un architetto eclettico come il cremasco Luigi Manini riesce a fondere eclettismo e liberty nei progetti affidatigli dagli ultimi sovrani portoghesi e dal milionario António Augusto Carvalho Monteiro: l’iconico progettò il Palazzo del Buçaco e la grandiosa Quinta da Regaleira.

 

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1912