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Dal 25 Aprile

 

Dal 25 Aprile

Come gli Italiani e le Italiane 29 anni prima, il 25 Aprile 1974 anche i Portoghesi e le Portoghesi sarebbero tornate ad abitare la sostanza del tempo, per usare le parole di Sophia de Mello Breyner Andresen. I media italiani dedicarono fin dai primi comunicati degli ribelli, anche avvalendosi della collaborazione di una troupe di reporter presenti a Lisbona: da qui il soprannome di “rivoluzione in diretta”. Ma la diretta coinvolse anche le moltitudini più o meno anonime che confluirono in Portogallo per vivere la rivoluzione in prima persona, per capire come abbattere una dittatura senza spargimento di sangue e come realizzare, dopo 13 anni di guerra coloniale, una transizione verso il programma delle 3D: “Descolonizar, Democratizar, Desenvolver”. Il recupero di libertà significò la possibilità di viaggiare all’estero, il che implicò la possibilità sia di conoscere l’Italia in maniera diretta, di mostrare il nuovo volto del paese e di pianificare nuove forme di collaborazione. Scrive la prof.ssa Marnoto “na verdade, se a Itália foi um dos países que com mais atenção e entusiasmo acompanhou o pulsar de uma população que se libertava de meio século de ditadura, Portugal reviveu nesse interesse o reforço de relações desde sempre muito estreitas”.

Tale accompagnamento fu possibile anche grazie a figure italiane e portoghesi che seppero dare nuova linfa a questi secolari rapporti: oltre alle figure già citate, va ricordato un illustre ex studente di giurisprudenza di Coimbra, Manuel Alegre, particolarmente legato alla vita culturale italiana e al quale l'Università di Padova ha intitolato una cattedra nel 2010. Ma anche la coppia formata da Maria José de Lancastre, già professoressa ordinaria di letteratura portoghese all’Università di Pisa, autrice di ampia produzione saggistica e traduttrice in italiano di Pessoa – e da Antonio Tabucchi, il “più italiano degli autori portoghesi”, com’è stato definito da Antonio Mega Ferreira, che dal Portogallo è stato adottato e ha adottato a sua volta, scegliendo di candidarsi alle elezioni europee nel 2004 come portoghese, e di scrivere la sua ultima opera Requiem in questa splendida lingua.

Negli ultimi decenni si è pertanto potuto assistere ad una scoperta, in Italia, di Mário de Sá Carneiro e di Fernando Pessoa, e di autori più recenti, come José Saramago o António Lobo Antunes, indice della nuova sensibilità nei confronti delle creazioni letterarie portoghesi. A tale rinnovato interesse hanno contribuito anche le attività dell’Ambasciata italiana in Portogallo e dell’Istituto Italiano di Cultura. In ambito musicale e artistico, nel campo delle iniziative scientifiche e delle presentazioni letterarie, nel teatro e nella danza, nelle partecipazioni annuali a importanti festival locali e nello svolgimento di rassegne tematiche, i nostri sforzi ed obiettivi sono stati sempre più intensa e incisiva, instaurando proficue sinergie con i maggiori centri culturali e rassegne periodiche del paese. Penso ad esempio alla Biennale Design di Porto, che ha inaugurato la sua prima edizione nel 2019 invitando come paese ospite proprio l’Italia. O penso al ciclo di conferenze sulle Relazioni Italia-Portogallo coordinato dalla Prof.ssa Alessandrini del Centro de Humanidades dell’Universidade Nova de Lisboa: dal 2011, un appuntamento annuale, con partecipazioni di alto livello attorno al tema sempre nuovo, che nel 2022 vedrà la presentazione dell’11º ciclo, Património Italiano em Portugal na Idade Moderna.

 

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